La mia storia
Quasi cent'anni in un sorso. Dalla bottega con la pallina di vetro ai cartelloni anni '60, fino ai tavolini di mezzo mondo: ecco come sono diventata la gassosa al caffè dei calabresi.
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La gassosa al caffè
In una piccola bottega di Girifalco, tra le colline del catanzarese, nonno Cristofaro prova a infondere il caffè tostato nell'acqua frizzante. Nasce così la gassosa al caffè. Non esistono ancora i tappi a corona: a chiudere la bottiglia è una pallina di vetro, spinta fino al collo dall'anidride carbonica. Si vende sfusa, senza nome e senza marchio.

Un nome sull'etichetta
Finita la Seconda Guerra Mondiale, ottenere una licenza diventa più facile: un aiuto alle attività colpite dal conflitto. In cambio, una regola nuova — sull'etichetta devono comparire gli ingredienti e il nome di chi produce. Quello che oggi diamo per scontato, allora era una piccola rivoluzione.

Nasce Brasilena
Con un impianto nuovo e tanta caparbietà, la famiglia Cristofaro apre uno stabilimento dedicato all'imbottigliamento. Salvatore Cristofaro battezza la bibita: BRASILENA. Il marchio viene registrato per la prima volta e le città calabresi si riempiono di cartelloni colorati. Quel logo caldo, vintage, è ancora oggi la mia firma.

L'acqua della Calabria
Circa dieci anni dopo arriva la svolta: l'acqua oligominerale della Calabria. Un'idea vincente, che dà alla Brasilena il suo sapore inconfondibile e fa crescere l'azienda — fino a dare vita anche alle gassose al limone, sorelle minori della gassosa al caffè.

Casa: Monte Covello
La produzione trova casa negli stabilimenti di Monte Covello, vicino Girifalco, sotto il marchio Acqua Calabria. Prima la Calabria, poi la Puglia, la Campania, la Sicilia: la gassosa al caffè conquista il Sud, un bicchiere alla volta.

In tutto il mondo
Oggi viaggio ben oltre il Sud: Albania, Canada, Stati Uniti, Cina, Australia. Mi trovi in bottiglia di vetro da 18, 25 e 92 cl e in lattina slim da 25 cl. L'80% della produzione è in vetro riutilizzabile, perché le cose buone vanno restituite — anche alla terra.
«Vediamoci per una Brasilena»
In Calabria, quando è troppo tardi per un caffè e troppo presto per qualcosa di più forte, ci si dà appuntamento così. Non sono fatta da una grande multinazionale, ma da una piccola azienda calabrese — e da quasi cent'anni di sorsi condivisi.
